Nel pieno di un conto alla rovescia, perché non lasciare intatti i fili? Il motivo è che nel mentre abbiamo dignità, l’unica forza capace di tracciare i confini del rispetto, in questa “recita”. Perché restare svegli? Non sarebbe meglio perdersi oltre ogni limite, oppure farla finita subito?
Immagina la storia scritta in un libro che reputi straordinario. Se qualcuno ti svelasse che mancano poche pagine alla fine, lo butteresti via? No, lo divoreresti. Per scoprire il finale. Eventualmente, potrai rileggerlo ancora ed ancora, ma è il presente ad avere un’eccezione spietata: non si replica mai la perfezione di uno spettacolo ben riuscito. Come in un’opera teatrale, non è mai sempre uguale a se stessa, cambia in continuazione, e se si ripete, non è mai come la precedente.
Ognuno, in questo contesto, è libero di inventarsi mondi futuri se questo lo aiuta a respirare. Tuttavia, nessuno possiede le chiavi della loro effettiva esistenza. Tutto si accende quando realizzi che il sipario cala. Un giorno consumerai il tuo ultimo snack, guarderai il tuo ultimo film, incrocerai lo sguardo con l’ultimo colore, stringerai qualcuno per l’ultima volta. Senza preavviso. Per questo ogni frammento esige un’attenzione assoluta. Quando tutto sfuma, ti trasformi in una proiezione nella mente di chi resta: pura luce o fredda ombra. Vivere con passione significa decidere quale traccia proiettare.













