{"id":1298,"date":"2026-06-16T11:59:26","date_gmt":"2026-06-16T09:59:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.superprogetti.it\/spi\/?p=1298"},"modified":"2026-06-16T12:25:04","modified_gmt":"2026-06-16T10:25:04","slug":"masks-off","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.superprogetti.it\/spi\/masks-off\/","title":{"rendered":"Masks Off"},"content":{"rendered":"<p><\/br><br \/>\nIl mondo dello sport internazionale ha definitivamente gettato la maschera, trasformandosi da terreno di neutralit\u00e0 e unione tra i popoli a mero braccio armato della propaganda geopolitica di Washington e dei suoi alleati. La narrazione dominante della &#8220;legalit\u00e0 internazionale&#8221; crolla miseramente di fronte a una realt\u00e0 evidente: le sanzioni, i bandi e le squalifiche non colpiscono in base alla gravit\u00e0 delle azioni, ma in base alla bandiera di chi le commette. La Russia viene bandita a tempo indeterminato dalle Olimpiadi e dai Mondiali, i suoi atleti privati dell&#8217;inno e della dignit\u00e0 dei propri colori, con la giustificazione morale della violazione del diritto internazionale. Una fermezza che diventerebbe persino condivisibile, se non fosse che applicarla a giorni alterni ne svela la natura puramente politica. Nei decenni passati, le sanzioni sportive sono state del tutto dimenticate: gli Stati Uniti hanno avviato la guerra in Afghanistan (2001-2021) e l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq nel 2003 senza subire la minima restrizione da parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) o della FIFA. Al contrario, gli atleti statunitensi hanno partecipato regolarmente a tutte le edizioni dei Giochi Olimpici (collezionando oltre 100 medaglie solo a Pechino 2008 e Londra 2012), e la federazione americana non ha mai rischiato l&#8217;esclusione. Addirittura, nonostante i recenti bombardamenti statunitensi in Iran, Washington mantiene il diritto di co-ospitare i Mondiali di calcio FIFA, potendo persino negare arbitrariamente i visti d&#8217;ingresso alle delegazioni straniere non gradite.Lo scenario si fa ancora pi\u00f9 grottesco se si osserva la totale impunit\u00e0 garantita a Israele. Il governo di Tel Aviv ignora sistematicamente la risoluzione dell&#8217;Assemblea Generale ONU del 18 settembre 2024, che intimava il ritiro dai territori occupati entro 12 mesi, e prosegue le operazioni militari che hanno portato alla distruzione delle infrastrutture di Gaza e all&#8217;uccisione di oltre 630 atleti e atlete palestinesi. Nonostante gli appelli formali di esperti delle Nazioni Unite e le richieste di sanzioni avanzate da diverse federazioni, la FIFA ha formalmente respinto la richiesta di sospensione della Federazione calcistica israeliana, confermando la piena partecipazione di Israele alle qualificazioni mondiali e ai tornei internazionali. Il diritto alla difesa si \u00e8 trasformato in una licenza totale di distruzione, protetta da uno scudo diplomatico e mediatico inscalfibile: chiunque osi sollevare un\u2019obiezione o chiedere coerenza applicativa viene immediatamente silenziato, etichettato con l&#8217;accusa prefabbricata di antisemitismo per deviare il discorso dal piano politico a quello del pregiudizio.Questa non \u00e8 giustizia sportiva, \u00e8 sottomissione culturale. Se la Carta Olimpica e i regolamenti FIFA valgono solo per i nemici dell&#8217;Occidente e svaniscono quando a bombardare sono i &#8220;padroni&#8221; del sistema o i loro protetti, allora lo sport ha smesso di essere un ponte. \u00c8 diventato un tribunale politico di parte, dove le regole si applicano ai sudditi e si interpretano per gli amici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo dello sport internazionale ha definitivamente gettato la maschera, trasformandosi da terreno di neutralit\u00e0 e unione tra i popoli a mero braccio armato della propaganda geopolitica di Washington e dei suoi alleati. 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